13 novembre 2011

Il giardino delle delizie

Avevo pensato di scrivere qualcosa sulle scelte dell’Amministrazione relative al verde e al rifacimento dei giardini pubblici, ma mi limiterò a proporre una foto e a porre alcune domande.

La foto secondo me dice eloquentemente perché quel modo di rifare i giardini, quei giardini, in quella collocazione, con quei fruitori (non necessariamente tutti i giardini, in tutte le localizzazioni per tutti i fruitori) è sbagliato.

Le domande sono le seguenti.

Quanto è costato tutto l’ambaradan e cosa si poteva fare invece con tutti quei soldi?

Quanta occupazione si genera e si genererà? È una domanda importante sempre, ma lo sarebbe ancor di più se i fondi utilizzati fossero stati, in tutto o in parte, fondi che avevano come obiettivo creare occupazione.

Quanto costerà la manutenzione e come si pagherà man mano che il tempo passa?

Non sarebbe stato utile coinvolgere gli utenti (in primo luogo le bambine e i bambini, le maestre e i genitori) nella progettazione?

Non sarebbe stato possibile coinvolgere gli utenti (in primo luogo le bambine e i bambini, le maestre e i genitori) nella cura e nella gestione futura di quegli spazi?

E i molti spazi lasciati in abbandono, anche quelli previsti come verde pubblico dai piani e dalle lottizzazioni: che farne; non farne niente e lasciarli in abbandono non va bene, o sì?

Domande non maliziose, davvero che farei anche se il Sindaco fosse Valdo Di Nolfo.


Anonimo ha detto...

Professore!?
Una domanda, se è lecito: quali fruitori?
I politici che hanno commissionato l'opera?, i bambini accompagnati dai genitori?, gli adolescenti insoddisfatti?, gli studenti astanti, gli anziani in pensione?, gli invalidi accompagnati? gli animalisti convinti? i cicloamatori amanti del cross? i tossicodipendenti "incicciati"? i forestieri integrati?... i più sicuramente li ho dimenticati.
La civiltà non è un concetto espresso da tutti, ma si può loro rammentarlo?
Il manto erboso purtroppo è delicato, bello, perché ci piace. Se cento dei fruitori giornalieri, iniziassero a passeggiarvi sopra in una settimana il prato sarebbe ridotto ad un campo, e non sarebbe un giardino. Non mi dilungo su fiori e piante.
É sicuro che sette milioni di euro nelle mie o nelle sue tasche avrebbero tutta un'altra utilità, anche con possibili e maggiori ricadute sul sociale.
Però, molto spesso, i finanziamenti vengono erogati con un obiettivo specifico. Non sempre è possibile scegliere il committente, l'importo dei lavori e quasi mai cosa fare. Sa bene come funziona un appalto pubblico, la procedura è ingessata, ne io ne lei potremmo mai mettere bocca nel progetto fatto da un professionista incaricato, figuriamoci se lo possono fare i bambini o i genitori.
I soldi non arrivano mai, ne chiedi cento e arrivano due, magari per il due che serve meno, ma serve anche lui.
Parliamo di manutenzioni, quanti di noi hanno mai spazzato, l'uscio di casa, lo spazio antistante il portone, chi ha mai raccolto un pezzo di carta lasciato da un altro. La manutenzione si dovrà fare cosi come, la spazzatura davanti a casa qualcuno la raccoglie e diciamolo chiaramente è meglio che lo faccia tu al posto mio.
Scuse doverose agli operatori ecologici.
Professore, parlare dei problemi va bene, ma la prego, meno demagogia, più prosa e meno poesia.
É il metodo che non va. Quello ha fatto questo, quello a fatto quello, questo non si dice e questo non si fà.
A Carletto, ma tu dimmi cosa vuoi e sai fare tu. Il resto lo vedo e per fortuna ancora con i miei occhi.
Per crescere tutti, spero.

Arnaldo "Bibo" Cecchini ha detto...

Ho l'abitudine di ascoltare anche gli anonimi. Possono dire cose utili. Per principio non discuto con gli anonimi. Lei dice cose sensate. Se vuole discuterne si firmi. Se no resterà comunque il suo utile contributo. Senza miei commenti, neanche ortografici. Grazie comunque. ABC

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